Prendi fuoco come la carta, brucia come il legno


Sono a casa, a Gambellara, mentre scrivo. Sto assaporando gli ultimi giorni di vacanza prima di riprendere il lavoro.

Devo dire che mi sono rilassato alla grande. Ho pensato a me, al 2017, al futuro. Ho rivisto molti amici. Ho vissuto le giornate senza Google Calendar. Sono andato a dormire a tutte le ore della notte, quando ne avevo voglia. Potevo mettermi a leggere alle 2 in salotto, o appuntarmi delle idee alle 3 davanti ad una tazza di latte e biscotti in cucina.

Spesso mi sedevo sul divano nel pomeriggio (sì, ho vissuto anche di giorno), davanti al fuoco del camino, con un libro o con il portatile. E più volte pensavo: «C’è qualcosa di meglio di questo?!».

Ok, mi dirai, forse prendere il sole su una spiaggia caraibica sarebbe stato ancora meglio, ma per me era fantastico. Non avrei potuto chiedere di più.

Il fuoco nel camino

Dopo pranzo in genere accendevo il fuoco. Il necessario, partendo dalla base: carta, legnetti e un paio di ciocchi. Usavo un fiammifero (niente accendino, qui in campagna siamo ancora vecchia scuola) per infiammare la carta. Poi stavo a vedere se la fiamma aggrediva anche i pezzi di legno più robusti.

Nella maggior parte dei casi dovevo intervenire di nuovo con i fogli di giornale, il legno restava intatto. Per più volte: carta, grandi fiamme per qualche attimo e poi solo fumo. Dopo qualche tentativo e con un po’ di pazienza, alla fine, anche i ciocchi più grandi si facevano vincere dal fuoco.

A quel punto potevo sedermi comodo sul divano e godermi il calore e il tempo.

Il legno bruciava piano. La fiamma era meno intensa rispetto a quella dei fogli di giornale, produceva meno luce. Certo, ma la carta in pochi istanti diventava cenere. Non lasciava più nulla dopo il bagliore iniziale.

Un pomeriggio stavo fissando il camino e pensavo: «Ehi, ma questo sono io! Anzi, siamo noi!». Mi spiego.

Per noi intendo noi persone. Siamo come il legno, o la carta, che brucia: sprigioniamo energia.

Lo facciamo ogni giorno, in tutte le azioni che compiamo nella nostra vita. Possiamo impiegare molta energia, in un tempo breve. Possiamo stupire, abbagliare, e poi rischiare di sparire nel fumo in un batter d’occhi.

Ma possiamo anche mettere la giusta dose di energia nelle azioni quotidiane, diffondere luce e calore in modo graduale, senza strafare. Se lo vogliamo, possiamo ardere ogni giorno, lentamente, con costanza.

La soddisfazione a portata di clic

Ciò che intendo è che viviamo sempre più di soddisfazioni istantanee. Gli impegni nel lungo periodo (non so, facciamo 2 anni?) ci sembrano cose troppo difficili, neanche li immaginiamo. Soprattutto nella mia generazione: i millennial.

Il riflesso di questa prospettiva sono gli stessi social network in cui ogni giorno ci scambiamo like e cuori. Gli stessi servizi online in cui possiamo ottenere tutto e subito.

Voglio informarmi? Cerco su Google. Voglio attenzioni? Posto su Instagram. Voglio mangiare? Ordino su JustEat. Voglio guardare un film? Apro Netflix. Voglio conoscere persone nuove? Mi iscrivo a Tinder. Voglio fregiarmi del titolo di CEO sul curriculum? Apro un sito cool, con un nome cool e una mezza idea cool. Fatto, sono CEO della mia nuova “startup”.

Mi è capitato spesso di sentirmi “indietro”, di pensare di non aver fatto abbastanza rispetto all’età che avevo. In passato, ho iniziato tanti progetti, spesso per inseguire una crescita fine a sé stessa. Vero, ma non rimpiango niente.

Ero spinto dalla curiosità e dalla voglia di fare sempre del mio meglio. Se non avessi agito così, forse, non sarei nemmeno qui a scrivere in un blog, o chissà che altro. Sono contento di come sono oggi.

Iniziare nuovi progetti di vita o di lavoro, quando qualcuno o qualcosa ci accende di curiosità e interesse, è sempre emozionante. Abbiamo la carica, sprigioniamo tanta energia. La vera sfida, poi, resta portarli avanti questi progetti. Ogni giorno, lentamente, con costanza.

Difficile? Certo. Faticoso? Eccome. Stancante? Altro che!

C’è wow e wow

Considera questa riflessione come un attestato di stima, se stai portando avanti un progetto nel tempo. Io la tengo come proposito per il 2018 e promemoria per il futuro.

Prendi fuoco come la carta: accenditi senza esitare per tutto ciò che ti appassiona. Ma brucia come il legno: sprigiona la tua energia nel tempo, lentamente, con costanza.

Potresti trovarti a dire qualche «Wow!» in meno oggi, ma qualche «Wow…» in più domani.

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Photo by Robson Hatsukami Morgan