Perché

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Un perché.

È tutto ciò che cerchiamo, ma, in fondo, non ciò che davvero vogliamo. Bizzarro, no?

Senza un perché siamo insofferenti. Ma che ce ne facciamo quando ci si presenta davanti?

Quando abbiamo un perché, troviamo la motivazione. E quando abbiamo la motivazione, troviamo la forza. Solo quando abbiamo la forza, troviamo il tempo. E se collaboriamo con esso, ci diamo da fare.

Dandoci da fare, arrivano i risultati. E quando arrivano i risultati, incontriamo le soddisfazioni. Che solo a quel punto sono disposte a barattare quel senso di serenità, appagamento e realizzazione, anche conosciuto con il nome di “felicità”.

È la nostra ricerca infinita, per quanto banale possa essere: felicità su misura, ritagliata con precisione sulla sagoma dei nostri interessi e delle nostre ambizioni.

Perché non è solo una parola. In realtà, nessuna parola è soltanto tale. Queste sei esili lettere e un accento spavaldo conservano qualcosa di unico e affascinante: tutta la storia dell’uomo, conosciuta e non.

Tutti i libri che leggiamo, le canzoni che ascoltiamo, le opere d’arte che apprezziamo. Gli oggetti della nostra routine, o l’ambiente che attraversiamo con indifferenza. Ma anche tutto ciò che è sfuggito al nostro potere di tramandare. Tutto il mondo così com’è oggi è il riflesso di milioni di scintille che brillano della stessa luce.

Non c’è storia, senza i perché.

Nel loro esprimere un puntino nell’universo, queste parole nascono anch’esse da un perché. Così come i tasti luminosi che colpisco con le dita. Così come lo spazio virtuale in cui archivio frammenti tangibili di esperienze passate.

Giorno dopo giorno, dico grazie ai perché che ho vissuto.

Giorno dopo giorno, fremo per i perché che ancora ho da vivere.

Cover by Jamie Street


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