«Chatbot? Mmh, devo aver visto passare un articolo su Facebook…» – avrei risposto più o meno così, qualche mese fa, se mi avessero chiesto qualcosa sull’argomento. Da lì a sviluppare FedeBot, il mio “assistente digitale”, la situazione è cambiata parecchio.

Non sapevo un gran che di chatbot, fino a quando non sono entrato in imille per lavorare ad un progetto piuttosto stimolante. Da quel momento, il tema si è fatto via via più interessante, ritagliandosi sempre più spazio nella mia testa.

Avevo scoperto l’esistenza di diverse piattaforme, più o meno complesse, per crearne uno da zero (chatfuel.com, wit.ai, api.ai (ora Dialogflow)…). Ho cominciato a provarle, a “giocarci” un po’. Inizialmente, per motivi legati al progetto su cui stavo lavorando. Col tempo, tuttavia, è diventato un interesse spontaneo. Nessuno mi obbligava ad utilizzarle, ma mi incuriosivano.

Dall’idea allo sviluppo

Tra tutte, api.ai mi era sembrata (a pelle) la più versatile e user-friendly. Ho iniziato a leggere alcune guide, mi sono iscritto alla community e ho seguito qualche tutorial.

Da allora ho visto la possibilità di rendere concreta un’idea discussa tempo addietro con un amico (grazie Duccio): creare un “cv-bot”. In altre parole, un bot che fungesse da curriculum vitae.

Mi sono messo all’opera, pensando ad una sorta di “assistente digitale personale”. Da qui il nome FedeBot (lo so, mi sono lasciato andare con la fantasia). Ho chiesto aiuto ai 2BROS, due ragazzi molto in gamba con le illustrazioni, per dare un volto a questo nuovo personaggio; ho cercato consiglio da un collega “nerd” per capire meglio alcuni aspetti tecnici (grazie Dani); ho, banalmente, sperimentato.

A cosa serve FedeBot

Dopo 4 mesi in cui ho alternato piccoli miglioramenti a serate inconcludenti, ho fatto testare FedeBot in anteprima ad alcuni amici, per raccogliere feedback e correggere eventuali bug prima del rilascio pubblico. La conversazione-tipo era:

[chiacchiere sulla vita e sul lavoro]

«Ecco, l’ultima diavoleria che ho creato è un chatbot per Facebook Messenger.»

«Un che?!»

«Un chat-bot. Un software che simula conversazioni con gli esseri umani. Si chiama FedeBot! Provalo, fammi sapere che ne pensi.»

«Ok ok, ma a che serve?»

Din-din-din! Domanda da un milione di dollari. Probabilmente la più ricorrente. Non mi soffermo ora sui vantaggi e sulle possibili applicazioni dei chatbot in generale. FedeBot, nello specifico, nasce con due obiettivi:

  • fornire informazioni su di me e sulla mia esperienza lavorativa;
  • intrattenere con un tone of voice giocoso e informale.

Curriculum vitae a parte, prova a chiedergli “cosa stai facendo?”, oppure “qual è il meteo di domani?” (alla fine dell’articolo trovi il link).

Di doman non v’è certezza

Ho realizzato questo progetto spinto dalla curiosità personale e attratto dalla novità dell’argomento. Onestamente, non so quali altre direzioni potrà prendere in futuro. Non ho piani per la conquista del mondo in cantiere (per ora, eheh).

Al momento, FedeBot non resta altro che un esperimento attivo. Un esercizio di stile, se così si può chiamare, utile ad esplorare un nuovo modo di comunicare. Una sorta di lente per osservare più da vicino il trend dell’intelligenza artificiale, tema sempre più acceso e dibattuto.

Se non vi siete già conosciuti, t’invito a fare due chiacchiere con FedeBot. Non aspetta altro. 😉

fedebot-messenger-code

Per iniziare a chattare puoi:

  • cliccare su questo link;
  • cercare “FedeBot” direttamente su Facebook Messenger.